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	<title>Quaderni Marinari &#187; navigare</title>
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	<description>guida tecnico-nautica</description>
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		<title>Navigare tra i ghiacci</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 11:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[navigare]]></category>

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		<description><![CDATA[a curadell&#8217;Ufficiale di Navigazione II Michele Gazzale &#160; Premessa. La nave effettua viaggi dai porti del Mediterraneo diretta verso quelli della Finlandia passando attraverso la Manica, il Canale di Kiel ed il Mar Baltico. Viaggi lunghi fino ad arrivare ad Oulu nell&#8217;estremo Nord del Golfo di Botnia: un mare stretto mediamente 110 miglia, tra la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="JUSTIFY">a curadell&rsquo;Ufficiale di Navigazione II</div>
<div style="text-align: right;"><i><b>Michele Gazzale</b></i></div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY"><b>Premessa</b>. La nave effettua viaggi dai porti del Mediterraneo diretta verso quelli della Finlandia passando attraverso la Manica, il Canale di Kiel ed il Mar Baltico. Viaggi lunghi fino ad arrivare ad Oulu nell&rsquo;estremo Nord del Golfo di Botnia: un mare stretto mediamente 110 miglia, tra la Svezia e la Finlandia, sgombro dai ghiacci della banchisa solamente da fine Maggio a met&agrave; Novembre. Il Golfo &egrave; lungo circa 440 miglia che si estendono per N-NE dal parallelo 60&deg; fin quasi a 66&deg; N.<span id="more-207"></span></div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">Fu verso la fine del mese di aprile 2009 che ebbi il battesimo del ghiaccio; imbarcato con il grado di terzo ufficiale di coperta sulla Oil/Chemical Tanker Acquamarina battente bandiera italiana (12003 ton. Summer dwt.; 6600kw di potenza apparato motore) appartenente alla Societ&agrave; di Navigazione Finbeta S.p.A. di Savona: destinazione Oulu, piccolo porto in fondo al Golfo di Bothnia, lat. 65&deg;31&#39; N long. 25&deg;32&#39; E, con un carico di prodotti chimici per l&rsquo;industria finlandese.</div>
<div align="JUSTIFY">Provenienti dal Mediterraneo, dall&rsquo;inizio di aprile gi&agrave; si respirava aria di primavera; rimasi piuttosto sorpreso quando, transitati attraverso il canale di Kiel, fummo informati sia dall&rsquo;Agenzia del luogo che dai Bollettini meteorologici della presenza, sulla nostra rotta, di zone di ghiaccio con spessore non inferiore a 80 cm!</div>
<div align="JUSTIFY">La salinit&agrave;, gi&agrave; bassa nel Mar Baltico, decresce ancor pi&ugrave; verso Nord nel Golfo di Botnia. La temperatura dell&rsquo;aria scende di molti gradi sotto lo zero.</div>
<div align="JUSTIFY">La navigazione fu tranquilla fino al traverso di Markeskallen Light con ingresso nel Golfo, rotta per Nord, attraverso il passaggio di Sodra Kvarken. Circa 20 miglia prima del transito per Nordvalen, in contatto con Bothnia VTS, via VHF ch 67, ricevemmo le coordinate di una serie di punti (waypoints) da seguire: ci allarmammo un poco, ci&ograve; significava che le acque non erano sicure per la navigazione. Avendo gi&agrave; navigato in questi mari, in stagioni diverse, avevo avuto modo di constatare le eccezionali condizioni di visibilit&agrave; spesso verificabili e, dopo il tramonto, mentre rilevavo il primo ufficiale impegnato per la cena, il Comandante, salito sul ponte di comando a dare un&rsquo;occhiata, mi fece notare, sulla nostra dritta, una lunga striscia bianca all&rsquo;orizzonte, confusa con il cielo nuvoloso: era il riverbero dello strato di ghiaccio ammassato sulle coste finlandesi, come riscontrabile dalle carte del ghiaccio ricevute via meteo-fax: eravamo a oltre 30 miglia dalla costa ed era il segno che ci stavamo avvicinando all&rsquo;area pericolosa: l&rsquo;azzurro mare cambiava colore diventando grigio-verde, l&rsquo;assenza di brezza ne rendeva la superficie di apparenza oleosa.</div>
<div align="JUSTIFY">Non passarono pi&ugrave; di due ore, a circa 14 nodi, quando avvistammo, all&rsquo;orizzonte, i potenti riflettori del rompighiaccio di sentinella: attendeva noi. Informato il Comandante, fu avvisata anche la Macchina affinch&eacute; potesse dare tutta potenza disponibile per evitare di rimanere presi dalla morsa del ghiaccio.</div>
<div align="JUSTIFY">Contattati dal rompighiaccio (icebreaker), ricevemmo istruzioni di procedere, a tutta forza, nella sua direzione, rimanendo stand-by pronti per l&rsquo;ascolto sul suo canale di servizio: ogni icebreaker &egrave; in ascolto sul VHF Ch 16 e in MF 2332 kHz, ma utilizza un canale differente per le operazioni con la propria assistita o il proprio convoglio per non interferire nel traffico delle radiocomunicazioni sempre intenso. I Canali di lavoro sono facilmente ricavabili dalle pubblicazioni nautiche o dalle carte meteo del ghiaccio dove si trovano, continuamente aggiornate, le posizioni di tutti i rompighiaccio in servizio e, in ultimo, dalle informazioni visualizzate attraverso l&rsquo;A.I.S.</div>
<div align="JUSTIFY">
<div align="JUSTIFY">Nel momento in cui entrammo in contatto con il primo ghiaccio di una certa consistenza, ma piuttosto fragile, con mia sorpresa, data la poca esperienza in materia, notai che la nostra traccia, sul ghiaccio, era chiaramente evidenziata dal Radar, senza dubbio un grande aiuto quando ci si deve mettere nella scia del rompighiaccio. Sceso il buio e accesi tutti i proiettori che illuminavano la traccia, conducemmo navigazione a vista, seguendo il rompighiaccio che individuava, grazie all&rsquo;esperienza del suo capitano, gli strati di ghiaccio pi&ugrave; facili da spezzare.</div>
<div align="JUSTIFY">Un carico di lavoro pesante per il nostro Comando e tutto l&rsquo;equipaggio: la navigazione sotto guida pu&ograve; durare molte ore e giorni interi durante gli inverni pi&ugrave; rigidi e il ghiaccio scende a basse latitudini, lo &ldquo;stridolio&rdquo; del ghiaccio che scorre lungo lo scafo non permette un tranquillo riposo.</div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/okSNC14540.jpg" rel="lightbox[207]"><img alt="Il pilota si avvicina alla nave con la motoslitta" class="size-medium wp-image-201" height="225" src="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/okSNC14540-300x225.jpg" title="Il pilota si avvicina alla nave con la motoslitta" width="300" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">
<div align="JUSTIFY">Ho sperimentato che il momento pi&ugrave; critico si verifica quando, per le eccezionali condizioni meteo, il passaggio compreso fra l&rsquo;icebreaker e la propria nave si richiude senza darti la possibilit&agrave; di navigare a distanza di sicurezza: allora il rompighiaccio &egrave; costretto a prendere la nave a rimorchio: bisogna avere particolare attenzione e abilit&agrave; nelle manovre quando l&rsquo;icebreakear si &ldquo;infila&rdquo; sotto la prua della nave per formare un corpo unico (v. figure). Si diventa, praticamente, il timone dello stesso rompighiaccio; non bisogna dimenticare di rispondere con un&rsquo;accostata opposta alla direzione verso cui l&rsquo;icebreaker vuole dirigere: spesso il Comandante dell&rsquo;icebreaker chiede un aiuto per agevolare la propria accostata.</div>
<div align="JUSTIFY">Ovviamente si tratta di un aiuto nel dirigere la prua perch&eacute; in quanto a potenza non c&rsquo;&egrave; confronto fra i loro 15/16 MW e i nostri 6600 KW.</div>
<div align="JUSTIFY">Sotto certi punti di vista &egrave; divertente manovrare nel ghiaccio, devo ringraziare il Comandante G. Russo: per la sua fiducia, ho imparato a stare al timone nella scia del rompighiaccio e, soprattutto, a non rimanere bloccato: pu&ograve; sembrare facile, ma bisogna imparare qualche accorgimento &hellip;! &Egrave; questione di attimi!</div>
<div align="JUSTIFY">La manovra per sbarcare il pilota, ricordo, &egrave; stata sorprendente, non mi era mai capitato di vederlo sbarcare, a piedi, sul ghiaccio ed &ldquo;imbarcare&rdquo; sulla pilotina costituita da una motoslitta!</div>
<div align="JUSTIFY">Non sempre l&rsquo;esperienza pu&ograve; bastare in certe situazioni: impossibile dimenticare l&rsquo;ultimo imbarco, con un inverno pi&ugrave; rigido rispetto agli ultimi anni, quando in uscita dal porto di Rauma (Fl), sempre dietro al rompighiaccio, lasciato il pilota, riuscimmo a navigare, forse, per un paio di miglia: poi la potente mano della Natura ci ferm&ograve;. Il Comandante Failla, con l&rsquo;esperienza di una brillante carriera svolta a battere questi mari, rimase sul ponte non so quante ore nel tentativo di trovare un varco in una direzione qualsiasi pur di liberarci,manovrando di macchina e timone, ma quando, oltre a noi,</div>
<dl>
<dd>
<table cellpadding="7" cellspacing="0" width="611">
<colgroup>
<col width="377" />
<col width="205" /></colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="377"><a href="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/uno.jpg" rel="lightbox[207]"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-205" height="194" src="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/uno-300x194.jpg" title="Posizione di sicurezza ICEBREAKER in funzione di rimorchiatore" width="300" /></a></td>
<td width="205">
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Posizione di sicurezza <br />
									ICEBREAKER in funzione<br />
									di rimorchiatore</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="377">
<div align="JUSTIFY"><a href="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/due.jpg" rel="lightbox[207]"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-204" height="152" src="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/due-300x152.jpg" title="Vista dall’alto" width="300" /></a></div>
</td>
<td width="205">
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">Vista dall&rsquo;alto</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="377">
<div align="JUSTIFY"><a href="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/tre.jpg" rel="lightbox[207]"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-206" height="154" src="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/tre-300x154.jpg" title="Sistema NAVE-ICEBREAKER in manovra" width="300" /></a></div>
</td>
<td width="205">
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">Sistema NAVE-ICEBREAKER</div>
<div align="JUSTIFY">in manovra</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</dd>
</dl>
<div align="JUSTIFY">altre due navi, a poca distanza ebbero lo stesso problema, comprendemmo che, forse, non c&rsquo;era pi&ugrave; una via apribile: il ghiaccio si era compattato molto bene; non ci restava che chiamare l&rsquo;icebreaker e rimanere in attesa. Non &egrave; piacevole rimanere in balia del ghiaccio!</div>
<div align="JUSTIFY">Arriv&ograve; il rompighiaccio che, con la sua potenza da gigante dei mari, ci avvolse come in un materno abbraccio e, dopo un paio di evoluzioni intorno per rompere il ghiaccio, ci accolse, come la chioccia con i suoi pulcini, e in convoglio, ci fece raggiungere acque pi&ugrave; libere. Proseguimmo da soli cercando il passaggio pi&ugrave; sicuro attraverso gli strati di ghiaccio pi&ugrave; sottili: pi&ugrave; con l&rsquo;abilit&agrave; dell&rsquo;uomo di mare che attraverso la strumentazione, io sto cercando di acquisirla e, vi assicuro, &egrave; un&rsquo;esperienza indimenticabile che segner&agrave; la mia vita per sempre!</div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/okSNC14502.jpg" rel="lightbox[207]"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-200" height="225" src="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/okSNC14502-300x225.jpg" title="Convoglio: rimorchiatore e navi assistite" width="300" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">
<div align="JUSTIFY"><u>Al termine della interessante conferenza gli studenti di V classe rivolgono domande</u>.</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">1) <u>Con quali criteri il V.T.S. d&agrave; le rotte ed i punti di accostata</u>?</div>
<div align="JUSTIFY"><u>Risposta</u>: in base alle varie carte meteo-oceanografiche di previsione e di situazione nelle diverse zone: sono proprio gli stessi <i>icebreaker</i> in<i> stand-by</i>, i rompighiaccio in attesa, che fanno il servizio di scorta verso ogni porto di destinazione. <i>Icebreaker </i>proprio alla deriva nel ghiaccio, in alcune zone strategiche, come potrebbero essere i passaggi ristretti di Nordvalen o pi&ugrave; semplicemente ai limiti della &ldquo;banchisa&rdquo;, dove il ghiaccio inizia ad essere troppo compatto per una navigazione senza scorta. Nel bisogno i rompighiacciovengono a scortare le navi ed aprire la via a chi non resta &ldquo;impantanato&rdquo;. Gli <i>icebreaker </i>danno ai VTS informazioni dirette. Le accostate possono arrivare a 30&deg; o 40&deg;. Quando in zona il vento viene dai quadranti orientali l&rsquo;accumulo di ghiaccio &egrave; lungo la costa svedese; troviamo i WP pi&ugrave; vicini alla costa finlandese; e viceversa con i venti occidentali.</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">2) <u>A che distanza la nave segue il rompighiaccio di guida? Qual &egrave; la velocit&agrave; di manovra?</u></div>
<div align="JUSTIFY"><u>Risposta</u>: la velocit&agrave;, diciamo, &egrave; sempre la massima possibile; noi avevamo una velocit&agrave; con macchine &ldquo;<i>Full Ahead</i>&rdquo;(tutta forza avanti) di 14 nodi; non succede quasi mai che venga richiesto di procedere pi&ugrave; lentamente, a meno che non si stia procedendo in convoglio &#8230; allora tutte le navi si devono adeguare a quella che ha la velocit&agrave; minore, o comunque con potenza motore inferiore. Ecco!! ci&ograve; che chiede talvolta il comandante dell&rsquo;<i>icebreaker</i>, quando si arriva in area di operazioni e prima di iniziare il convoglio: &egrave; proprio la potenza dei motori e la massima velocit&agrave; della nave. Una curiosit&agrave;: &egrave; capitato di ricevere la richiesta di attendere qualche ora fermi nel ghiaccio, o di aspettare l&rsquo;arrivo del convoglio &ldquo;in discesa&rdquo; dal mar di Bothnia, o di attendere un&#39;altra nave in modo da unirci al convoglio &ldquo;in salita&rdquo;. La distanza tra nave e rompighiaccio che guida una sola nave non supera 1000 metri. Il Capitano dell&rsquo;<i>icebreaker</i> ed il Comandante della nave sono in continuo contatto radio. Se la nave ha difficolt&agrave; a mantenere la velocit&agrave; perch&eacute; il ghiaccio tende a ricompattarsi in breve tempo, i due Master concordano per navigare pi&ugrave; vicini e mantenere una adeguata velocit&agrave; minore: l&rsquo;<i>icebreaker</i> si avvicina alla nave riducendo temporaneamente la velocit&agrave; pi&ugrave; di quanto l&rsquo;abbia ridotta la nave. Dopo aver ridotto il corridoio di transito tra le due unit&agrave;, il rompighiaccio si porta alla stessa nuova velocit&agrave; della nave. Il minor tempo di transito della nave &egrave; tale da anticipare il processo di ricompattamento; la nave sfugge alla morsa della pack. Per la sicurezza del convoglio la brevit&agrave; dell&rsquo;intervallo vale, in tal caso, pi&ugrave; della lunghezza del convoglio.</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">3) <u>&Egrave; difficile far rimanere la nave nel varco, lo stretto canale aperto dell&rsquo;</u><i><u>icebreaker</u></i><u>? Chi sta al timone, il marinaio o l&rsquo;ufficiale</u>?</div>
<div align="JUSTIFY"><u>Risposta</u>: alla seconda domanda risponder&ograve; dopo. Non &egrave; facile spiegare come intervenire per rimanere nel corridoio di transito aperto dal rompighiaccio, manovrare per non andare a strisciare il pack sotto l&rsquo;azione del vento. Si &egrave; guidati dall&rsquo;intuito; &egrave; necessario agire correttamente e prontamente col timone. Non sempre si riesce; c&rsquo;&egrave; la corrente, talvolta; ma la corrente &egrave; subdola, non si vede. Non &egrave; piacevole portare la nave (anche se contro volont&agrave;) a strisciare contro il ghiaccio e udire lo &ldquo;stridio&rdquo; delle lamiere ed avvertire il rischio di traversare la nave, possibile preludio di finire attanagliati dalla banchisa.</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">4) <u>Se la nave &egrave; presa dalla morsa del ghiaccio come agite? La nave ha il doppio scafo</u>?</div>
<div align="JUSTIFY"><u>Risposta</u>: la prima preoccupazione del comandante &egrave; quella di avvertire il direttore di Macchina. L&rsquo;elica non deve essere bloccata dal ghiaccio; deve sempre girare perch&eacute; deve smuovere l&rsquo;acqua d&rsquo;intorno. Se la nave ha l&rsquo;elica a passo fisso si deve far girare molto lentamente l&rsquo;elica, cio&egrave; con i giri (al minuto) al minimo. Se la nave ha l&rsquo;elica a passo vario si mette il propulsore a passo zero. Tutte le chimichiere sono costruite col doppio scafo.</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">5) <u>&Egrave; importante conoscere lo spessore del ghiaccio</u>?</div>
<div align="JUSTIFY"><u>Risposta</u>: si. L&rsquo;indicazione dello spessore del ghiaccio, nelle varie zone, &egrave; contenuta nelle cartine meteofax, e in quelle che si trovano sui siti internet, per le navi che hanno il collegamento con la rete; in generale il VTS, durante il contatto via VHF, d&agrave; un&#39;indicazione sullo spessore massimo del ghiaccio; informa sulla situazione generale che si trover&agrave; lungo la rotta per il porto di destinazione. Qualche volta lo strato supera 1 metro. Sappiamo che l&rsquo;acqua marina di circolazione del raffreddamento viene dalle prese: basse o alte. Se la nave, in zavorra, navigasse con le prese alte e rimanesse nell&rsquo;abbraccio del pack non andrebbe incontro ad altri problemi a condizione che sia stato fatto un preventivo maggiore zavorramento per evitare l&rsquo;occlusione delle prese da parte della morsa del ghiaccio.</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">6) <u>Ha mai incontrato lastroni di ghiaccio isolati e non segnalati?</u></div>
<div align="JUSTIFY"><u>Risposta</u>: se il lastrone di ghiaccio &egrave; grande, &egrave; raro che sfugga all&rsquo;avvistamento e &hellip; alla segnalazione, sempre doverosa da parte di una nave. L&rsquo;incontro capita spesso, verso la fine della stagione, quando il ghiaccio si disperde e inizia a dividersi in parti; perci&ograve; si naviga sempre coi proiettori accesi di notte, proprio per cercare di avvistare ed evitare il pi&ugrave; possibile i pezzi pi&ugrave; grossi. &Egrave; vero che la nave &egrave; classificata <i>ICE Class</i>, ma &egrave; meglio non fidarsi; scontrare un pezzo di ghiaccio alla massima velocit&agrave; non &egrave; molto &hellip; bello; meglio evitare, se possibile. Sovente si fanno accostate su accostate pur di evitare il ghiaccio!</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY">7)<u> Ha mai incontrato, in altri mari, un iceberg?</u></div>
<div align="JUSTIFY"><u>Risposta</u>: no. &ldquo;In altri mari&rdquo; &egrave; precisazione corretta. Gli <i>iceberg</i> hanno un&rsquo;origine precisa: si staccano dai nevai delle montagne alte, scoscese; scendono a valle e finiscono in mare, come ad esempio (lo saprete tutti) le terre della Groenlandia ed altre. Il Golfo di Bothnia &egrave; circondato da terre pianeggianti o quasi. Meglio cos&igrave;, un problema in meno. Ma non &egrave; esclusa la possibilit&agrave;, con altri viaggi, di fare la conoscenza!</div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY"><i><u>Cari giovani</u></i><i>,</i> le incombenze dell&rsquo;Ufficiale a bordo sono numerose. Seguire alla lettera le procedure come da &ldquo;check list&rdquo; &hellip; le &ldquo;continue Ispezioni delle maggiori Compagnie Petrolifere&rdquo; &hellip; l&rsquo;ufficiale rischia di perdere l&rsquo;altro aspetto della professionalit&agrave;, anche se poco conosciuto e riconosciuto, ma non per questo meno importante dei tanti controlli. Intendo dire non si deve perdere di vista l&rsquo;importanza dell&#39;esperienza vera dell&#39;uomo di mare. Da Allievo non ho mai perso occasione per tenermi stretto il timone, sapendo che certe esperienze avrei rischiato di non poterle pi&ugrave; provare direttamente. Rispondo alla domanda in sospeso. Di norma il marinaio &egrave; al timone. Ma non bisogna dimenticare che l&rsquo;ufficiale &egrave; responsabile della guardia. Egli &egrave; motivato se nel tirocinio di allievo ha acquisito esperienze preziose; tra cui, ripeto, saper stare al timone (col consenso del Primo e col pretesto di dare al Marinaio un po&rsquo; di riposo &hellip;). Solamente cos&igrave;, da ufficiale, si &egrave; pronti a dare un tempestivo suggerimento al timoniere o rilevare il marinaio poco esperto in particolari frangenti. L&rsquo;Ufficiale, nel servizio di guardia, non sta al timone perch&eacute; gi&agrave; occupato a mettere i punti nave sulla carta nautica, seguire la navigazione e a intrattenere comunicazioni VHF con l&rsquo;<i>icebreaker</i>, ovviamente col Comandante a sovrintendere. Solamente l&rsquo;ufficiale che ha conoscenza dei problemi e possiede il senso della professionalit&agrave; nell&rsquo;emergenza va oltre la routine e sa fronteggiare una situazione difficile.</div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/okSNC14527.jpg" rel="lightbox[207]"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-202" height="225" src="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/okSNC14527-300x225.jpg" title="okSNC14527" width="300" /></a></div>
<div style="text-align: center;">
				<a href="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/okSNC14482.jpg" rel="lightbox[207]"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-203" height="225" src="http://www.quadernimarinari.it/wp-content/uploads/2012/01/okSNC14482-300x225.jpg" title="okSNC14482" width="300" /></a></div>
</p></div>
<div align="JUSTIFY">&nbsp;</div>
</p></div>
</div>
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